È così, non sono mai stato troppo veloce a capire. Dovrò arrivare alla fine per capire l’inizio
martedì 23 agosto 2022
venerdì 28 gennaio 2022
Pinocchio si risvegliò come da un lungo sonno. I fili che legavano braccia e gambe alle croci di legno erano stati strappati; brandelli pendevano ancora dai suoi arti e brandelli pendevano dalle croci buttate ad ardere nel fuoco e ormai quasi del tutto consumate.
Una voce fuori campo gli ordinò di alzarsi. Fu allora che iniziò a prendere coscienza del suo corpo: giaceva disarticolato sul palco del teatrino di cartone in una posa innaturale. Alzarsi. Chiese al braccio sinistro di muoversi e fu obbedito. Alzarsi, capì allora che avrebbe potuto, ma gliene mancava la voglia o forse il coraggio. La voce fuori campo continuava a ripetere monotona il suo ordine, ormai senza più convinzione. Pinocchio restò dov’era. Avrebbe solo voluto chiudere gli occhi, ma le palpebre erano disegnate aperte, impedite a muoversi.
Intanto, poco distante, la fata turchina giaceva come abbandonata su una sedia di legno, le rughe profonde sulla pelle, un sorriso spento sul viso, gli occhi verdi cerchiati di nero guardavano in basso. Era passato troppo tempo. Troppo, troppo tempo. La mano destra continuava ad agitare la bacchetta, producendo una cascata di stelle che andavano ad affollare il cielo scuro di una notte senza il conforto della luna.
Tutte quelle stelle. E nessuno a guardarle.
lunedì 9 agosto 2021
Guardo le dita della mia mano muoversi. Muovo le dita della mia mano e intanto le guardo. Sono io, mi dico, cercando di convincermi di essere e di essere anche capace di decidere almeno il movimento dei miei arti. La mano che afferra o che lascia cadere, se lo voglio. E un passo dietro l’altro, verso una direzione qualunque.
Qualcuno ha calcolato che le probabilità di venire al mondo sono prossime a zero, specificando anche di non aver considerato tutte le possibili variabili; una conferma non necessaria di qualcosa di ovvio. Se posso credere al movimento di queste mie dita, posso ammettere l’esistenza di qualsiasi cosa. Soprattutto posso ammettere la non esistenza, l’illusione.
domenica 6 giugno 2021
Sono invecchiato di colpo
Una notte, solo più buia di altre, senza neanche la flebile luce di un sogno.
Crepe accumulate negli anni nel nero dell’anima, sono risalite, strisciando come luridi vermi, percorrendo disordinatamente le viscere, fino ad arrivare a fermarsi sulle mi guance, sulla mia fronte.
Anche gli occhi, da oggi capaci solo di cogliere frammenti: intorno a me ora vedo solo macerie.
