mercoledì 19 agosto 2009

Roma - Piazza Vittorio

Roma è un luogo di contraddizioni che a volte possono spaventare. Chi continua ad aver paura di perdere qualcosa.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Meravigliose...foto meravigliose...
sunduv non loggata a causa di pessimismo e fastidio...

andrea ha detto...

Grazie sunduv. Ho avuto anch'io modo di apprezzare le tue foto e quello che scrivi. A presto.

normalina (gabry) ha detto...

poco tempo fa,pensavo perche' scrivevo in italiano in un sito italiano su cose che hanno che vedere poco con la "realta'"... apparte le risposte che mi so a memoria,mi rispondevo che la "realta'" fa troppo male, sicuramente piu' male di quella "realta'" delle nostre paure e le nostre solitudini.
Mi sento alquanto inutile davanti alla realta' e ho anche paura. Gente che puo' ammazzare per diciamo meno di quello che costa un biglietto per il cinema.
Ragazzi che non hanno un futuro e quindi(e' logico) se ne fregano di togliere il futuro degli altri.
La vita sembra di non avere piu' valore.
e non si vede una uscita.
Perche' ci vuole educazione e senza dubbio la gente senza educazione e' piu' influenziabile e quei che hanno potere vogliono gente senza cultura (ovvio,parlo della cultura che va oltre il sapere dei libri,mi capisci,la cultura che avevano i miei nonni,che non sapevano quasi leggere)
A me fa paura,Andru,non posso negarlo.
E poi mi fa vergogna la mia paura.
E' triste.
e' triste avere paura di un ragazzino di 10 anni.
e' triste che un ragazzino di 10 anni abbia la vita di un uomo senza futuro.

andrea ha detto...

Gabri, sono convinto che la paura è dentro ognuno di noi ed è qualcosa di inalienabile. E credo sia anche molto umano avere paura. La paura in fondo dimostra solo che siamo legati a qualcosa che non vogliamo perdere. Ma ci sono cose alle quali è giusto rinunciare, specialmente se questo ci permetterebbe di ridurre contrasti e contraddizioni.
Ci circondiamo di cose inutili e molti sono capaci di uccidere pur di non perderle. La proprietà genera odio. E' una vecchia storia, nota a tutti e da tutti dimenticata.