sabato 9 novembre 2019


Autoritratto
Un uomo di spalle. Il tronco nudo, pelle scura coperta da peli. La schiena leggermente curva. Pantaloni di un pigiama a righe che scendono sopra i talloni. I capelli in disordine, con qualche filo bianco, mostrano la calvizie incipiente. 
È in una stanza illuminata artificialmente, immobile d’avanti a una finestra coperta da una tenda. Impossibile vedere l’esterno. Sulla tenda chiazze di sole, segno di un giorno mite di metà autunno.

Fotomontaggio 
Lei viene ritratta posta dietro di lui, in uno slancio dove tende le braccia per afferragli il polso sinistro, nell’istante esatto in cui l’uomo pensa che sarebbe rimasto lì per sempre.

Epilogo
Al contatto delle mani di lei, la testa dell’uomo si gira di centottanta gradi. Ha le orbite vuote. I globi oculari sono rimasti dov’erano, sospesi nel vuoto, fissi sulla tenda e le macchie di sole

Sipario 
La tenda si apre. La finestra ha grosse sbarre. Dietro un piccolo orto e una pianta con grossi fiori rossi. Dietro la pianta una rete metallica sormontata da filo spinato.
Di lato, sul davanzale della finestra, c’è un grosso gatto. Ha il manto bianco e il muso di due colori, metà bianco e metà nero; il confine tra i due colori e netto e passa esattamente al centro del muso. Il gatto guarda gli occhi dell’uomo che guardano quasi con disprezzo.

domenica 17 febbraio 2019

Alle mi spalle un’ombra che non è la mia.
La sua presenza non è per il girare del sole. 
È lì. 
È sempre. 
E la notte entra tra le mie labbra a rubarmi le parole. 

La mia casa è un lungo silenzio 

domenica 7 ottobre 2018

Una frattura nei pensieri e ho mani piene di parole. Mi guardo le dita inorridito. Le pulisco sui tasti. Non ti sto scrivendo. Lascio solo scivolare via una lunga catena di lettere che non mi appartengono più. Puoi farne quello che vuoi o non farne niente, lasciarle scorrere oltre senza guardarle. 
È stato guardare quelle stanze vuote. Gli scatoloni vicino alla porta. Io non abito più. Al mio posto una bambina bionda e il suo sorriso sdentato. Sarà per gioco riflesso decine di volte negli specchi dell’armadio. 
Avrei voluto altri figli. 
E invece figli di altri salteranno le mie impronte che lentamente scompaiono. 

domenica 26 agosto 2018

Checosèlanotte
Apro gli occhi continuando a non vedere. Il dito indice sul pulsante, ora sì, ora no, ora sì, ora no, la luce della sveglia s’illumina intermittente. 3:17. Un leggero chiarore anche intorno alla sveglia. Il bianco del comodino tinto di verde. Qualche pensiero tinto di nulla. Poi ricomincio, ora sì, ora no, ora sì, ora no. 3:19. L’illusione di qualcosa che passa. 

mercoledì 1 febbraio 2017

Ho seguito una foglia cadere,
i miei occhi dietro di lei insieme a un alito di vento.
Come con la tua voce.
Solo avrei voluto avere un udito migliore,
una qualche capacità di memoria
e non saper dire addio.

sabato 21 gennaio 2017

Vivo stagioni nelle quali mi copro di una pelle non mia, una pelle già vecchia di un'altra vita.
Poi all'improvviso mi vesto di nulla.

domenica 25 settembre 2016



Mi è stato concesso uno spazio ma non ne conoscerò i confini. Continuo a rimbalzare contro le pareti del mio io.