domenica 7 agosto 2016

I numeri non sono parole. Si possono manipolare comunque e avere risultati prevedibili. Spesso li uso per proiezioni cabalistiche. L'illusione di rendere prevedibile un futuro. Eppure il mio tempo è collassato da anni.

Ieri ho di nuovo riconosciuto me stesso bambino camminare assorto lungo un marciapiede. I capelli castani spettinati dai sogni, il treno in corsa per le fughe continue dal mondo.
Procede dondolando a sinistra e a destra. Il sole del tardo pomeriggio di marzo lentamente allunga la sua ombra. Mi piace camminare senza meta verso il sole che tramonta.

Inciso.
Una donna passa accanto al mio io adulto. Mi sfiora. Avrà circa quarant'anni, è un poco più giovane di me. È magra. Ha il volto scavato. Anche il suo cuore lo è. Istintivamente le tendo la mano, ma i suoi occhi sono altrove.

Intanto il bambino che ero è scomparso. Deve aver girato l'angolo in fondo alla strada.
Ma in realtà anche la strada è scomparsa.

venerdì 15 luglio 2016

Uno strappo nella notte che m'avvolge come un bozzolo. Non esco farfalla, ma nudo nella mia pelle bianca. Spalanco le palpebre al buio. Esco dal sonno insieme a sogni nero pipistrello che volano via disperdendosi veloci. Un breve inutile inseguimento tentando di renderli parte della mia memoria.

Hai lanciato altri sassi nello stagno. Fare rumore, lasciare una traccia. Non fa differenza. Spio quello che scrivi con una leggera vergogna. Come sempre da tanti anni. Un entrare furtivo in una casa che non m'appartiene. Vecchie foto ricordo, una storia d'amore.

Fascinazione.
Arrivo a negare la tua esistenza. Resto dove sono. Una quotidianità mantenuta a fatica.
Raccolgo quelle parole come sabbia e costruisco i miei castelli.

La solitudine è il canto di una sirena che ci accompagna durante la vita. Qualcosa di congenito.
Non credo possa nessuno. Ognuno è il proprio universo.

giovedì 7 luglio 2016

Un'ombra nera e densa si allunga verso di me. O forse sono io che le vado incontro.
La notte m'inghiottirà.
Un brivido mi corre lungo la pelle, trova la strada del mio cranio ed esplode dalle mie labbra come urlo, dai miei occhi come lacrime di terrore.
All'alba sarò sputato fuori come ogni giorno, incrostato d'incubi e sudore.
Nessuna voglia di vivere.

sabato 18 giugno 2016

Solipsismo

Tu non so cosa cerchi e io non so se esisti. Ognuno è il proprio universo e questa è una storia vecchia. Se esisti la conosci già.

lunedì 6 giugno 2016

Una distesa liquida. La superficie leggermente increspata da un soffio di vento. Sopra galleggiano ampolle di vetro. Una moltitudine. La luce colpisce le creste sulla massa liquida. I riflessi si scompongono in raggi bianchi accecanti. La luce colpisce il vetro opaco delle ampolle penetrandolo. Si ferma all'interno su un foglio di carta. Un foglio in ogni ampolla. La carta è consumata dal tempo. Non è un foglio, ma un brandello. In ogni brandello è prigioniero il respiro di un essere umano.
Una corrente spinge le ampolle. Succede che a volte due si tocchino. L'urto produce un suono limpido e netto. Lo seguo finché posso mentre si allontana. L'urto non è mai così forte da infrangere il vetro. La carta non può dissolversi nel mare. Il respiro non può sciogliersi nell'aria.

venerdì 20 maggio 2016

Vivo in un mondo apparente. Una semplice proiezione. Il mio corpo non produce ombra. Il sole è un dipinto sul muro.

domenica 24 aprile 2016

Tu non t'accorgi. Mi trovo a camminare tra i bordi stretti della tua ruga. Al lato delle tue labbra. Quando sorridi.
Tu non t'accorgi. Quando non sorridi. La ruga si spiana. Io cado